Traiano

TRAIANO

Origini familiari

Traiano era figlio di un importante senatore che portava il suo stesso nome. Apparteneva ad una famiglia, quella degli Ulpi, che, sebbene provinciale, era eminente e di rango senatorio. Gli Ulpi erano una famiglia italica stabilitasi nella provincia iberica di Baetica (odierna Andalusia - Spagna), la quale mantenne però sempre contatti con la terra d'origine, dove aveva interessi economici dovuti a proprietà fondiarie.
Traiano nacque il 18 settembre 53 ad Italica (fondata da Scipione l'Africano), odierna Santiponce, non lontano dall'attuale Siviglia. La madre, Marcia, era Iberica, il padre non fu solo senatore, ma aveva ricoperto altre cariche importanti, tra cui: il proconsolato d'Asia, il consolato e nel 76-77 il governatorato della Siria (Legatus pro praetore Syriae). La carriera di Traiano cominciò con la sua scelta di prestare servizio tra i ranghi dell'esercito romano. Seguì le varie tappe del cursus honorum ordinario; fu questore, pretore e legato. Questo gli diede la possibilità di acquisire una certa conoscenza sulle frontiere e sulla vita da soldato prima e da ufficiale poi. Fu tribuno militare e poi console, con Manio Acilio Glabrione nel 91, nel 96 divenne Governatore della Germania prestando servizio su quella che era una delle frontiere più turbolente dell'impero lungo le rive del Reno. Prese parte alle guerre dell'imperatore Domiziano contro i popoli della Germania, ed era conosciuto come uno dei migliori comandanti dell'impero quando, nel 96, Domiziano fu ucciso.

Ascesa

La sua abilità in campo militare gli fu utile sotto il governo di Nerva, successore di Domiziano, che aveva bisogno di un buon intermediario. Per questo, oltre che per l'eccellenza della persona, Nerva adottò Traiano come figlio e come successore nella primavera del 97. La sua rapida ascesa fu appoggiata da diversi motivi: il padre era in difficoltà a causa di una rivolta di pretoriani e quindi considerò opportuna l'ascesa di un buon generale, di nobiltà recente, ma solida e popolare. Il secondo motivo fu inoltre probabilmente dato dal fatto che Traiano era a capo delle legioni più prossime all’Italia e che quindi disponeva di un esercito fedele e pronto ad appoggiarlo; infine esso era probabilmente l’unico in grado di riprendere le orme politiche del padre adottivo le quali si basavano su un governo di tipo assistenziale, per questo Traiano fu eletto a capo dello stato nel 98 e vi rimase fino al 117.
Con lui inizia l'Età degli Antonini che prende il nome dal più illustre degli imperatori di questa era, tutti non italici che ottengono il trono per adozione.
Il principato (98-117)

Amministrazione interna e provinciale 

Il popolo di Roma salutò il suo nuovo imperatore con grande entusiasmo, ed egli seppe essere riconoscente e degno di tale onore governando bene e senza i bagni di sangue che avevano caratterizzato il regno di Domiziano. Traiano si trovava a Colonia quando la notizia della sua nomina lo raggiunse, a seguito di una gara di messaggeri vinta da suo cugino e futuro successore Adriano. Diventava Imperatore il 27 gennaio 98, all'età di quarantacinque anni. Fu il primo Imperatore non italico, poiché nato in Spagna. Il dominio romano rivelava così una nuova svolta: la penisola italica stava perdendo il suo ruolo centrale nella politica romana. Una volta divenuto Imperatore non si recò subito nella capitale, ma si limitò a sostituire alcuni uomini infidi, a punire i pretoriani coinvolti nella rivolta contro il predecessore, riducendo della metà il tradizionale donativo per celebrare l'ascesa al trono. Entrò in Roma due anni dopo, dopo aver sistemato le cose sul confine renano.
La sua popolarità fu tale che il senato gli concesse il titolo onorifico di optimus, "il migliore".
Non fu mai corrotto dal potere e non usò mai il suo titolo e il suo potere per scavalcare la legge, anzi riconobbe sempre il primato di quest'ultima anche sopra la sua carica.  Con la sua apertura di cuore e con la naturalezza delle maniere si guadagnò l’affetto delle due classi più influenti nello Stato: i soldati ed il Senato. Escludeva la violenza, ma sapeva ricorrere alla forza. Abile stratega, saggio amministratore, uomo giusto, soldato con mentalità da soldato, riteneva che la miglior difesa fosse l’attacco.
In politica estera, infatti, abbandonando la linea difensiva seguita dai suoi predecessori, organizzò nuove guerre di conquista; di nuovi territori aveva bisogno per sostenere la sua politica interna d’assistenza ai bisognosi e per risolvere la crisi economica che procedeva irreversibilmente. Le nuove terre, inoltre, avrebbero assicurato nuove masse di schiavi e la possibilità di insediare coloni italici nelle regioni conquistate. Per fare questo aveva bisogno di un Esercito affidabile. E fu questa la sua prima cura. Creò nuove Legioni, ma, soprattutto, impose un nuovo senso della disciplina con un serrato programma d’addestramento e con un nuovo rapporto fra Soldati, Comandanti ed Imperatore.

Politica estera

La conquista della Dacia

Traiano volle a tutti i costi conquistare nuovi territori per diversi motivi: ampliamento dell’Impero Romano, prestigio militare ed arricchimento dello Stato. Per primo volle conquistare i territori della Dacia con due campagne che durarono dal 101 al 106. La guerra contro la Dacia fu portata avanti per due scopi fondamentali: la ricchezza naturale di queste zone e far cessare le incursioni da parte di Decebalo dei popoli residenti in questa regione. La prima campagna durò dal 101 al 102, durante la quale ci fu soltanto una sottomissione di una parte della Dacia e per questo motivo, anche se “romanizzata” , non fu ridotta a provincia romana. Il regno di Decebalo, re dei Daci, fu invaso da tre direzioni dalle legioni. I Romani vinsero a Tapae, ma la capitale Sarmizegethusa fu occupata solo nel 102. Traiano fece un accordo con Decebalo e per questo motivo ricevette il soprannome di "Dacius". La seconda campagna invece durò dal 104 al 106 quando Decebalo attaccò le fortezze di Dacia e Mesia. Traiano fece costruire un grande ponte sul Danubio alle Porte di Ferro e fece invadere nuovamente il paese con una decina di legioni. Decebalo sconfitto si suicida, i Daci furono massacrati e ridotti in schiavitù, la Dacia, con le sue miniere d'oro, divenne provincia romana e fu colonizzata.

Campagne Orientali

Al termine delle campagne danubiane, Traiano iniziò una nuova serie di conflitti, stavolta nelle zone orientali.
Traiano fu costretto difatti a intervenire militarmente anche in Siria, in Arabia (fondando nel 106 una nuova provincia: l'Arabia Petrea) e in Cirenaica (dove l'esercito romano dovrà sedare una rivolta delle popolazioni semitiche).
Motivo di essi fu la ripresa delle ostilità tra Roma e le regioni partiche, le quali ebbero interrotto la tregua bellica sui propri confini occidentali, più precisamente su quelli armeni.
In questi anni tuttavia, forse anche a causa del clima di insicurezza e di debolezza creato dalla ripresa delle ostilità in Armenia, anche altre zone orientali si mostrarono irrequiete.
Tali episodi d'intolleranza verso la dominazione romana dimostrarono molto bene come il tempo non ebbe definitivamente placato i conflitti tra questi due diversi mondi. 
Nel 113, Traiano decise di procedere all'invasione del regno dei Parti. Il motivo, che spinse l'imperatore ad attuare la sua ultima campagna, fu la necessità di porre rimedio alla provocazione rappresentata dalla decisione dei Parti di porre un re sul trono di Armenia, senza chiedere il consenso dei Romani. L'Armenia era il centro di rivalità tra Roma e i Parti. Traiano per prima cosa marciò sull'Armenia, depose il re, e procedette ad incorporare i territori del regno all'Impero romano. Poi si diresse a sud contro la Partia stessa, conquistando le città di Babilonia, Seleucia ed infine la capitale Ctesifonte nel 116. Continuò poi verso sud fino al Golfo Persico, dove dichiarò la Mesopotamia nuova provincia dell'impero.
Le regioni medio-orientali si dimostrarono estremamente difficili da governare tramite i criteri di dominio politici romano-occidentali, una tale opera sarebbe ancora più difficile da portare avanti per regioni ancora più distanti, sia geograficamente che culturalmente.
Già nel 116 iniziarono infatti le prime rivolte nei territori partici della Mesopotamia, le quali dimostrarono appunto la precarietà della dominazione romana in quelle zone.
Ma nel 116, mentre era in Cilicia preparando un'altra guerra contro la Partia, Traiano si ammalò. La sua salute peggiorò durante la primavera e l'estate del 117, finché il 8 agosto morì a Selinunte, in Cilicia. Non è certo che abbia effettivamente nominato Adriano suo successore, di cui conosceva le differenze caratteriali rispetto a sé. La moglie Plotina deve comunque aver certamente contribuito in qualche modo alla sua elezione ad imperatore, se Traiano lo ha effettivamente adottato in punto di morte.
Ulpio Traiano verrà ricordato come l'Optimus princeps, e ciò sia per le proprie gloriose imprese militari e conquiste territoriali, sia per l'impegno dimostrato nella gestione degli affari interni dell'Impero, a partire dall'assistenza ai poveri per arrivare alle questioni riguardanti la giustizia.

Traiano il costruttore.

L’impero, che era in continua estensione, sotto il governo di Traiano mutò molti aspetti all’ interno della società, in particolar modo si concentrò maggiormente sul miglioramento delle condizioni di vita piuttosto che sulle nuove conquiste. L’imperatore rafforzò la viabilità restaurando le principali strade che collegavano l’Urbe al resto dell’Impero. Fece costruire il porto di Traiano nei pressi di Fiumicino che collegava Roma con le legioni occidentali dell’Impero. Quest’opera fu una delle più importanti per la città, poiché risolse così ai suoi problemi di approvvigionamento ormai fuori dalla portata del già esistente “ Porto di Claudio”. Oltre a questo porto, ce ne erano anche altri due molto importanti, uno era il porto di Ostia, utile per i traffici del Mediterraneo occidentale e un altro, porto adriatico di Ancona, che facilitò la navigazione tra Roma e l’Oriente, dove Traiano ne ordinò anche l’ampliamento e fece costruire anche un molo, per migliorare la protezione dalle onde offerta dal promontorio sul quale sorge la città. L’imperatore per migliorare anche le comunicazioni terrestri pensò ad un nuovo tragitto per la via Appia verso il porto di Brindisi. Attuò anche alcune bonifiche nell’Agro Pontino nella regione delle Paludi Pontine. A Roma rinnovò il centro cittadino grazie alla costruzione di un foro e di edifici in laterizio,il primo per risolvere i problemi di congestione e sovraffollamento della zona nel centro della città attorno alla Via Sacra. Oltre alla pubblica Basilica Ulpia, la piazza, i colonnati, gli uffici, le biblioteche e il tempio del divo Traiano, fece costruire anche la Colonna Traiana come celebrazione delle sue vittorie contro la Dacia e ancora oggi viene considerata come simbolo dell’eternità di Roma. Lui fece costruire anche un acquedotto che aumentava la portata dei rifornimenti idrici a Roma e avrebbe dovuto raccogliere le acque delle sorgenti dei Monti Sabatini. Infine per lo svago e per i divertimenti a favore della plebe fece ricostruire e ampliare il Circo Massimo.

Le innovazioni di Traiano.

Traiano non si interessò solamente alle campagne militari e alle costruzioni di edifici pubblici,ma si preoccupò anche per migliorare le condizioni dei suoi cittadini e quindi fu molto attento nelle riforme sociali e politiche. Fece numerose leggi a favore della classe contadina: liberò molta gente che era stata ingiustamente imprigionata da Domiziano e restituì loro una gran quantità di proprietà private che gli erano state confiscate. Con gli interessi istituì collegi per ragazze e ragazzi poveri e per gli orfani dei suoi legionari cui erano elargiti sussidi mensili (16 sesterzi per i ragazzi e 12 per le ragazze). In tal modo, garantendo loro cibo ed istruzione, assicurò all’Impero una classe di tecnici e militari che costituirà l’ossatura dei futuri regni d’Adriano ed Antonino.