Timor Est
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Timor Est o Timor Orientale è uno Stato del sud-est asiatico. Il paese è composto dalla metà orientale dell'isola di Timor, l’altra metà appartiene all’Indonesia.
La particolarità di Timor Est è di essere uno stato a maggioranza cattolica in un'area prevalentemente musulmana.
La lingua ufficiale è il portoghese.

Storia di Timor Est
La data della sua scoperta non di questo stato non è nota, ma la prima rappresentazione cartografica rimonta al 1512. Timor fu colonizzata all'inizio del XVI secolo sia dai portoghesi che dagli olandesi. Dopo un lungo periodo di contesa, Olanda e Portogallo si spartirono formalmente l'isola(1859-1914); ai portoghesi andò la parte orientale, agli olandesi quella occidentale.
Il 28 novembre 1975, durante la rivoluzione dei garofani portoghese, Timor Est dichiarò la propria indipendenza. Nove giorni dopo, l'esercito indonesiano ne prese il controllo; negli anni successivi, i militari indonesiani e le "squadre della morte" anti-indipendentiste fecero strage di civili.

MASSACRO DI DILI
Le rivendicazioni dell'indipendenza di Timor Est trovarono risonanza internazionale in seguito al massacro di Dili, compiuto dalle truppe indonesiane il 12 novembre 1991.
Il 28 ottobre le truppe indonesiane avevano individuato un gruppo di resistenza nella chiesa di Motael a Dili. Vi fu uno scontro tra i sostenitori dell'integrazione con l'Indonesia e i fedeli della chiesa. Sebastião Gomes, un indipendentista, fu prelevato dalla chiesa e giustiziato dalle truppe indonesiane, mentre l'attivista per l'integrazione Afonso Henriques fu accoltellato e ucciso durante gli scontri.
Quando la processione raggiunse il cimitero, la testa della processione entrò, mentre molti altri continuarono a protestare fuori dalle mura agitando bandiere e intonando slogan indipendentisti. Le truppe indonesiane erano state presenti durante tutta la manifestazione, successivamente comparve un nuovo gruppo di 200 soldati indonesiani che aprì il fuoco sulla folla. La folla fuggì attraverso l'entrata principale del cimitero e più avanti nello stesso cimitero e fu incalzata dai soldati.

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La dipendenza di Timor Est e il suo governo oggi
Il 30 agosto 1999, in seguito alle forti pressioni internazionali, fu indetto un nuovo referendum per l'indipendenza, vinse nettamente la fazione indipendentista ma nel paese si scatenò un'ondata di violenza che si interruppe solo con un intervento di peacekeeping coordinato dalle Nazioni Unite; Timor Est divenne a tutti gli effetti uno stato indipendente solo il 20 maggio 2002. Nello stesso anno fu eletto Capo dello Stato Xanana Gusmão, leader del movimento di guerriglia indipendentista Falintil. Fu costituito un esercito nazionale, dal quale rimasero in gran parte esclusi i guerriglieri indipendentisti mentre vi furono cooptati i poliziotti già al servizio dell'Indonesia.
Comunque nel marzo 2006 metà delle forze armate si ribellarono al primo ministro Mari Alkatiri che le aveva forzatamente congedate. I soldati ribelli si appellarono a Gusmão che, sconfessando l'operato del premier, assunse il comando dell'esercito. Il Paese precipitò nella guerra civile.
L'11 febbraio 2008 un gruppo di militari ribelli ha tentato un golpe, attentando alla vita del presidente Jose Ramos-Horta, ferito gravemente – e del premier Xanana Gusmão, rimasto invece illeso.

Cosa successe dopo il massacro di Dili?
Per reagire alla tragica strage di Dili organizzazioni intere concentrarono la loro attività su Timor est, in vari continenti nacquero gruppi di solidarietà e in tutto il mondo si organizzarono manifestazioni per dare sostegno e solidarità agli abitanti del timor.
Le immagini del massacro vennero tramesse in tutto il mondo, mettendo così a disagio il governo indonesiano.
Il congresso statunitense decise di interrrompere i fondi per l'educazione militare indonesiana senza però interrompere i commerci d'armi .
Il massacro spinse il governo portoghese a rafforzare la sua campagna diplomatica. Il Portogallo tentò con scarso successo di aumentare la pressione internazionale verso l'Indonesia sollevando la questione est-timorese nell'ambito dell'Unione europea. Tuttavia, paesi come il Regno Unito avevano rapporti commerciali con l'indonesia e non volendo interromperli si fiutarono di dare il via a delle sanzioni .

-Il 12 novembre è festa nazionale di Timor Est indipendente, ed è ricordato dagli est-timoresi come uno dei giorni più sanguinosi della loro storia e come il giorno che diede rilevanza internazionale alle loro aspirazioni di indipendenza.

Cosa succede oggi a Timor Est?
La rottura di un oleodotto del Montara Oil Field. ha causato ingenti danni nell'Oceano Indiano. Ad aggravare le cose è sopraggiunto un incendio.

Continua la catastrofe ecologica nel Mare di Timor, nell'Oceano Indiano. Un oleodotto australiano dal 21 agosto ha continuato a vomitare petrolio e gas, a un tasso di quattrocento barili a giorno. I pescatori indonesiani, che lavorano a più di duecento chilometri dal luogo della perforazione, hanno già scoperto migliaia di pesci morti. Un avvocato ambientale indonesiano ha detto che i pescatori locali stanno andando in bancarotta. "La maggior parte di loro non può più permettersi di andare a pescare" molti loro "hanno già fatto quattro viaggi e perso tutto" ha affermato l'avvocato David Jones, che ha lavorato ai problemi ambientali per 10 anni. L'avvocato ha iniziato a raccogliere le dichiarazioni dei pescatori locali, colpiti nelle loro attività. Del resto 10.000 comunità contano sul Mare di Timor per il loro sostentamento, con circa 7.000 pescatori che solcano le acque. Il governo indonesiano ha detto che l'olio è giunto fin sulla costa di alcune piccole isole, provocando nausea, diarrea e problemi cutanei ai residenti. L'entità del versamento, in un oceano incontaminato, ricco di fauna selvatica, ha scatenato le proteste degli ambientalisti, che chiedono un'inchiesta. Il 25 ottobre scorso, anche il WWF ha detto che molte specie animali sono minacciate: 15 specie di balene e delfini, oltre a 30 specie di uccelli marini. Anche 16000 tartarughe e 30.000 serpenti di mare possono essersi trovati nella zona colpita dalla marea nera. Considerati i cicli vitali dei pesci, si stima che nella regione ci vorranno cinque anni prima che l'impatto della fuoriuscita possa essere superato. A livello generale gli effetti negativi si faranno sentire per generazioni. A complicare le cose, il primo di novembre è anche sopraggiunto un incendio, dopo che alcuni lavoratori avevano involontariamente dato fuoco ad alcuni pozzi di petrolio, a circa 50 chilometri a nord-ovest del campo PTTEP della Montare Australasia, da cui è fuoriuscito petrolio e gas dal 21 agosto. La macchia che colora il mare di nero è stata rilevata anche dai satelliti Nasa e risulta evidente dallo spazio. Il pasticcio ambientale avvenuto nel Mare di Timor, causato dalla nostra fame di oro nero e di gas si affianca a quello di Portorico, del 23 ottobre scorso, e mostra che, nonostante tutte le grida di allarme, l'uomo continua incoscientemente a uccidere il pianeta.

Approfondimenti :

Leggende del Timor
Esistono una serie di leggende legate a questa terra , una delle più note è sicuramente quella del coccodrillo e del ragazzo nata per spiegare la forma dell'isola riconducibile appunto a quella di un coccodrillo con un ragazzo sul dorso . La leggenda narra che a Massacar, nell'isola di Celebes, viveva un coccodrillo. Questo, per la scarsità di pesce del suo lago, fu costretto a cercare nutrimento sulla terrà ferma senza però alcun risultato. Sulla via del ritorno il sole ardeva e passo dopo passo il coccodrillo sentì che le forze lo abbandonavano. Il caso volle che, giusto in tempo, da quelle parti passasse un ragazzo. Questi, commosso, lo aiutò a trascinarsi fino al fiume. il coccodrillo, grato, invitò il ragazzo a saltargli sul dorso e gli promise di portarlo attraverso il mondo, fino a raggiungere il luogo dove sorge il sole. Qui giunti, si trasformò in isola . Il ragazzo camminò allora sul dorso di quest'isola, la avvolse in uno sguardo e la chiamò Timor ,che in lingua malese, vuol dire oriente.

Timor e la musica:
“Cantare fa parte della vita”

La musica del Timor tratta di parole e suoni molto antichi, passati di generazione in generazione e conservati dagli abitanti come un tesoro. Nessuno sa dove tutto cominciò e anche andando indietro di molti secoli, è impossibile scoprire perché gli antenati cantavano e suonavano i “bobodoks”.
Per gli abitanti di Timor tutto ha un significato. Il canto di chi pesta il riso è diverso dal canto di chi taglia la legna, così come nessuno suonerebbe musica da funerale per un matrimonio. Per il popolo di Timor ogni azione quotidiana è scandita dalla musica.
È difficile ricostruire l'origini delle muscia timorense proprio come è difficile ricostruire la storia di questo popolo. Tale situazione è dovuta, in gran parte, all’inesistenza di documenti scritti e alle vicende storiche subite. Le varie colonizzazioni e le innumerevoli guerre tra un regno e l’altro finivano sempre con razzie e distruzioni di beni, causando l’assenza di grandi città e di monumenti capaci di lasciare testimonianze del passato.
La musica timorense è essenzialmente vocale, o meglio corale\coreografica, poiché legata alla danza. Si danza cantando in un coro formato da uomini e donne che si alternano nel canto.

Cosa pensa Amnesty?

Le vittime della violenza del 1999 a Timor est non hanno ricevuto ancora alcuna giustizia, secondo un rapporto di Amnesty International. Secondo l'organizzazione internazionale molti autori di crimini di guerra e crimini contro l'umanità avvenuti tra il 1975 e il 1999 non sono ancora stati portati davanti a un tribunale. Amnesty denuncia che Timor Est, dopo aver votato per l'indipendenza dall'Indonesia, ha comunque ottenuto uno scontro: Dieci anni fa la maggior parte del popolo di Timor Est ha votato per l'indipendenza dall'Indonesia. Da 1975 fino al 1999 almeno 1.200 persone sono state uccise in Indonesia, secondo Amnesty International. Soltanto una persona è stata condannata dai gruppo speciali delle Nazioni Unite.

‘Gli abitanti di Timor e i governi indonesiani hanno "scelto di sfuggire alla giustizia“, ha detto il vice direttore di Amnesty International in .Le vittime hanno bisogno di un impegno chiaro, sia da parte dei governi indonesiani come dalle Nazioni Unite, di indagare tutte le accuse e consegnare i responsabili alla giustizia’.

io penso che sia giusto che le persone responsabili di queste ingiustizie siano messe davanti a un tribunale, ma è più importante andare avanti che pensare al passato.
Oggi il problema più grande di timor est è la povertà.