Santa Maria In Falleri

ABBAZIA DI SANTA MARIA IN FALLERI

1300199262868_Fabrica_di_Roma-_VT-Chiesa_romanica_di_Santa_Maria_di_Falleri.jpg

L’abbazia di Santa Maria in Falleri sorge all’interno della cinta muraria di Falerii Novi, città fondata nel 241 a.C. per i deportati della vicina Falerii Veteres (oggi Civita Castellana) distrutta dai Romani perché ribellatasi. Alla fine del X secolo o al principio dell’XI gli abitanti del nuovo centro si trasferirono nella vicina Civita Castellana e probabilmente in quella occasione i Benedettini si insediarono a Falerii Novi e vi eressero un monastero. Secondo alcuni autori la chiesa di Santa Maria esisteva già e costituì il primo nucleo del nuovo complesso, altri ne datano invece la costruzione al XII secolo, attribuendola ai Cistercensi.
Negli anni 1183 e 1186, come riportato da due lapidi di cui una oggi perduta, furono consacrati due altari nelle cappelle del transetto. Nel 1355 Falleri fu affidata da papa Innocenzo IV al monastero di San Lorenzo al Verano perché fosse riformata. Nel 1571 il complesso monastico era in rovina poiché i monaci non vi ci risiedevano più.
Dopo una serie di passaggi di proprietà, nel 1649 l’abbazia e il suo territorio risultavano proprietà della Camera Apostolica e nel 1786 papa Pio VI li concesse al Comune del vicino paese di Fabrica che ne divenne poi proprietario. Oggi la chiesa e gli ambienti monastici sono in rovina ma vengono continuamente visitato da scolaresche.
L’edificio di Santa Maria, costruita in tufo e peperino, presenta una pianta a T. Il corpo centrale della chiesa è composto da tre navate separate da un alternarsi di pilastri e colonne.
In corrispondenza della navata centrale si apre l’abside principale semicircolare, affiancata da due cappelle per lato, che si affacciano sui bracci del transetto. La parete di sinistra è interrotta da piccole finestre, dalle quali penetra poca luce. Il transetto è coperto da una volta a botte, mentre sulla copertura originaria del corpo centrale, oggi crollata, gli studiosi avanzano ipotesi differenti: volta a botte o a crociera per la navata principale, tetto a falde o volte per quelle laterali. L’incrocio tra navate e transetto non presente nè tiburio nè campanile, come invece sono solite avere le chiese cistercensi.
La scarsità di elementi gotici insieme alla ricchezza di quelli romanici, soprattutto nella decorazione, ha indotto alcuni studiosi a pensare che Santa Maria di Falleri avesse orgini cistercensi. Altri invece sostengono che la chiesa rappresenta un esempio di architettura cistercense ancora molto legata all’arte romanica.