Progetto Di Legge Sulla Tutela Di Animali Come L'Orso, Il Cavallo, Il Toro.

ITER DI UNA LEGGE
Nel mondo ci sono diversi abusi di animali che purtroppo, o perchè tradizioni secolari o perchè a scopo medico, non vengono presi in considerazione come tali. Questi episodi di abuso sugli animali sono sempre più diffusi nel mondo e gli animali sempre più maltrattati. Alcuni gravi maltrattamenti, non ritenuti tali sono:

LA CORRIDA IN SPAGNA

Alla fine dello "spettacolo" il toro vive la sua lenta agonia mentre il Matador assapora momenti di gloria per poi compiere l'atto finale: tagliare l'orecchio al toro. Atto che fa andare il pubblico in delirio.
Ma questo è solo ciò che accade alla fine dello show,una piccola parte dei maltrattamenti subiti dal toro. In dettaglio:
il toro, prima di entrare nell'arena:
• È tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolirlo
• È percosso sui reni con sacchi di sabbia
• È cosparso di trementina sulle zampe per impedirgli di restar fermo
• Gli viene messa vasellina negli occhi per annebbiargli la vista
• Gli viene infilata della stoppia nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare
• Gli vengono conficcati aghi nella carne

Ma non finisce qui…

Quando entra nell'arena:
• Gli vengono infilate a forza dai "Picadores", le "Picas" che provocano dolore e gravi emorragie
• Viene ferito dai "Banderilleros" con le "Banderillas", arpioni che costringono l'animale ad abbassare la testa
• È colpito ripetutamente da una spada che provoca altre gravi emorragie polmonari che fanno soffocare l'animale

Ed infine dopo aver sofferto le pene dell'inferno…

Quando esce dall'arena:
• È trascinato via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente.
• Ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un'ingiusta vittoria.
• Viene infine macellato.

È inconcepibile che un animale di questa portata finisca così solo per l’egoismo e la stupidità umana. Eppure animali maestosi e imponenti come il toro continuano ad essere maltrattati senza alcuno scrupolo. Alcune persone sono riuscite a dire che sconfiggendo un toro si sconfigge il male.

Di fronte a queste convinzioni è il caso che si provveda severamente.

CORSE DI CAVALLI

AMERICA:
Ogni anno a Suicide Hill, ad est della città di Washington, si tiene l'Omak Stampede definito anche "Rodeo locale" o "la corsa a cavallo più mortale del mondo". L’Omak Stampede è una gara legata alle tradizioni locali dal 1980.
La gara dura in tutto quattro giorni e quattro notti e la parte più pericolosa dell’evento ha luogo quando dei cavalli sono lanciati in un folle galoppo giù per una collina molto ripida, che termina bruscamente in un fiume in cui gli animali devono nuotare furiosamente per far fronte, dopo il brusco impatto con l'acqua, alla corrente che spesso se li porta via, causandone la morte per annegamento. Gli animali devono poi affrontare una faticosa e irta salita.
Nella gara rimangono sempre uccisi dei cavalli, almeno uno o due ogni anno: alcuni muoiono per attacchi cardiaci in seguito allo sforzo fisico, altri alla fine si ritrovano con ossa spezzate o tagliate a causa degli scontri con gli altri cavalli o alle rovinose cadute che spesso avvengono, inevitabilmente.

ITALIA:
Ogni anno anche in Italia hanno luogo diverse corse di cavalli, chiamate pali, il più famoso è quello di Siena.
Anche in queste gare, la resistenza degli animali viene messa a dura prova. Ad esempio quest'anno si è svolta una corsa in un paesino molto piccolo e, a causa del terreno scivoloso in seguito ad una pioggia turbolenta, una cavalla è finita per schiantarsi sulla vetrata che divideva la strada dalle persone ed è morta un minuto dopo, in seguito alle convulsioni.

CINA, VIETNAM E COREA: FATTORIE DELLA BILE

In queste fattorie circa 10.000 orsi sono tenuti prigionieri. In questi posti, un orso conduce tutta la sua esistenza collocato orizzontalmente in una gabbia strettissima e resta immobilizzato in questa posizione, che deforma le sue ossa, per 15-20 anni.
Nel suo addome viene impiantato un catetere da cui, per due volte al giorno, si procede alla mungitura della bile, operazione che gli provoca inimmaginabili sofferenze. La ferita nel suo addome si infetta con molta frequenza così come si infettano le ferite dovute alle automutilazioni che l'animale si infligge nel disperato tentativo di suicidarsi. Gli orsi nelle fattorie conducono una vita di dolore e sofferenza e vengono quotidianamente torturati prima di morire, agonizzando lentamente in seguito alle infezioni croniche. La bile d'orso è utilizzata nella medicina tradizionale cinese da più di 3000 anni ma la pratica di allevare gli orsi è stata introdotta negli anni '80 e cioè da quando l'orso asiatico è stato considerato specie protetta. I medici cinesi sono concordi sul fatto che la bile può essere facilmente sostituita con alternative di erboristeria e sintetiche, entrambe efficaci, economiche e prive di crudeltà.
Per la riabilitazione di questi animali è stata fondata un'associazione: l'Animals Asia Foundation.

I casi elencati qui sopra, sono quelli in cui gli animali non sono tutelati. Infatti si può parlare di violenza sugli animali "istituzionalizzata", cioè accettata, promossa e organizzata dalle amministrazioni locali, dal governo e dalla Comunità europea, che può aggravare la tendenza ad un comportamento aggressivo nei confronti degli animali e anche degli uomini.
Mentre alcuni animali sono già protetti come le foche, le balene, i delfini ecc., i tori, i cavalli e gli orsi continuano ad essere maltrattati spudoratamente e ingiustamente. Quindi, in seguito a questi eventi disastrosi, la nostra commissione ha deciso di proporre alla commissione l’iter di una legge su questo problema.

Introduzione
Onorevoli colleghi, con la presente proposta di legge si intende colmare un gravissimo vuoto normativo che ha lasciato finora i cavalli ed altri animali come gli orsi e i tori, sprovvisti di un adeguato e specifico quadro di tutela, contrariamente a quella sensibilità nei loro confronti che in questi anni sta andando diffondendosi e maturando nella nostra società grazie ad associazioni che si occupano di questo problema.
Ciò determina la necessità di stabilire norme chiare e precise che possano disciplinare al meglio le loro condizioni di custodia, di impiego nei vari ambiti di attività.

ARTICOLO 1
(GENERALITA’)
1. Il cavallo, l’asino, il mulo, il bardotto, il toro, l’orso bruno, l’orso polare, sono riconosciuti come animali tutelati e da tutelare. Lo Stato disciplina la tutela delle loro condizioni di vita, promuove la protezione degli stessi e l’educazione al loro rispetto.
2. E’ proibita in tutto il territorio nazionale la loro macellazione quando l'animale non sia stato destinato a quest'uso e non provenga da allevamenti che abbiano un'autorizzazione in tal senso, l’uscita dal territorio nazionale di soggetti per questa finalità anche se indiretta, nonché vendita e consumo della loro carne.
3. E' fatto divieto di utilizzarli in spettacoli o manifestazioni che comportino l’esecuzione di esercizi innaturali, pericolosi, stressanti o contrari alla loro dignità, tra cui il Rodeo che viene parimenti vietato;
4. E’ fatto divieto di sottoporli a sfruttamento e/o a prestazioni inidonee alle loro capacità fisiche o contrarie alle loro caratteristiche fisiologiche;
5. E’ fatto divieto di utilizzarli in esperimenti, compresi quelli di clonazione.
6. Ai fini della presente legge, i pony rientrano nella definizione di “equini” di cui al presente comma 1.

ARTICOLO 2
(ISCRIZIONE)
1. Chiunque detiene uno degli animali sopracitati, a qualunque titolo, è tenuto ad iscriverlo al Registro Anagrafico entro 120 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

ARTICOLO 3
(SALUTE)
1. Gli animali sopracitati ricoverati in box devono disporre di uno spazio tale che consenta loro di muoversi, girarsi e sdraiarsi. Ogni box deve essere dotato di beverino per la costante erogazione di acqua fresca, e di lettiera con materiale idoneo (paglia, truciolo, torba od altri materiali simili) sufficientemente spessa e da pulire quotidianamente.
2. E' proibito tenere questi animali in poste, costantemente legati sia in box che all'aperto, con le pastoie agli arti e tenerli esposti troppo al sole e alle intemperie tanto da metterne in pericolo il loro stato di benessere.
3. I proprietari e/o i detentori devono assicurarne loro buone condizioni igieniche, assistenza sanitaria, un'adeguata alimentazione costituita da foraggio di buona qualità e cereali in quantità sufficiente al loro fabbisogno energetico in relazione all’attività svolta.
4. I piccoli non possono essere separati dalle proprie madri prima del compimento dell’ottavo mese di vita.
5. E' vietato mozzare la coda ai cavalli , tagliare loro i peli tattili del muso e delle palpebre, sottoporli a marchiatura “a fuoco”, nonché all’intervento di focatura dei tendini, e ad ogni altro intervento che rechi comunque menomazioni all’integrità fisica degli animali.
6. Sono vietati i metodi di doma o di addestramento coercitivi, violenti o traumatici sia di tipo fisico che psichico, nonché le ipersensibilizzazioni e lo sbarramento. E' vietato l'uso di frustini, nerbi, pungoli o puntali ed imboccature che producono o possono produrre lesioni o sofferenze agli animali.
7. E' vietato somministrare a questi animali, o comunque favorirne l’uso, senza la prescrizione medico-veterinaria, di farmaci o sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, che non siano giustificati da condizioni patologiche e siano idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo.
8. La soppressione è consentita soltanto in caso di malattia grave e incurabile e/o inutilizzabilità degli arti, che procuri agli stessi un evidente stato di sofferenza.

ARTICOLO 4
(SANZIONI)
1. Salvo che il fatto non costituisca reato, chi viola le disposizioni di cui alla presente legge è punito con una sanzione amministrativa da € 2.000,00 a € 50.000,00.
2. Chiunque viola le disposizioni di cui all’articolo 2 della presente legge è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 3.000,00 a 50.000,00 euro. La pena è aumentata se dal fatto deriva un danno per la salute dell’animale o se il fatto è commesso nei confronti di cavalli destinati ad attività agonistiche, sportive o ludiche.

ARTICOLO 5
(VIGILANZA)
1. La vigilanza sul rispetto della presente legge è affidata, anche alle guardie particolari giurate volontarie delle associazioni protezionistiche e zoofile.