La Scena Xv Del Testo Originale Di Brecht

XV
Camera da letto di Ui nell'Hote1 Mammoth.

Ui si rigira sul letto in preda a un incubo. Le guardie del corpo sono sedute all'intorno, con le pistole

UI (nel sonno)
Via, ombre sanguinose! Pietà! Via!

La parete dietro di lui diventa trasparente. Appare il fantasma di Ernesto Roma, con in fronte il
buco di una pallottola.

ROMA
Ma tutto questo non ti servirà.
Le insidie, le minacce, gli assassinii,
questo schizzare bava velenosa,
è tutto invano, Arturo. La radice
dei tuoi delitti è marcia: non daranno
fiori. Magro concime è il tradimento.
Uccidi, menti! Inganna i Clark, ammazza
i Dullfeet! Ma rispetta i tuoi! Congiura
contro il mondo, ma risparmia i compagni!
Calpesta tutto, ma non calpestare
anche i tuoi piedi, sciagurato! Menti
sul viso a tutti: ma poi non sperare
d'ingannare anche il viso nello specchio!
Hai colpito te stesso nel colpirmi,
Arturo. Io ti ero affezionato, quando
non eri ancora più di un'ombra in una
birreria. Ora io vivo nell'ariosa
eternità, e tu frequenti i grandi
signori. Il tradimento ti ha innalzato,
il tradimento ti distruggerà.
Così come hai tradito me, il tuo amico
ed aiutante, tu tradisci tutti.
E tutti a loro volta tradiranno
te, Arturo. La terra verdeggiante
ricopre Ernesto Roma, ma non copre
la tua perfidia che oscilla nel vento
sopra le tombe; visibile a tutti,
anche ai becchini. Verrà il giorno in cui
coloro che hai uccisi si alzeranno,
e sorgeranno tutti quelli ancora
che ucciderai, e ti marceranno contro,
un mondo insanguinato ma feroce,
tanto che cercherai aiuto intorno.
Anch’io, sappilo, mi trovai così.
Impreca, allora, minaccia, prometti,
implora! Non ti ascolterà nessuno,
come nessuno allora mi ha ascoltato.

UI (destandosi di soprassalto)
Sparate! Là! Vigliacco! Traditore!

Le guardie del corpo sparano sul punto della parete indicato da Ui.

ROMA (svanendo)
Sparate pure! Quel che di me resta
è al sicuro da palle di pistola.