Il Convitato Di Pietra

IL CONVITATO DI PIETRA

La storia ha luogo in un paesino vicino al lago Michigan, precisamente sulla riva nord-orientale di quell’immenso specchio d'acqua, nel villaggio chiamato Northport. In quel periodo si avvertiva un'atmosfera densa di inquietanti presagi intorno alla cittadella, che ancora fresca della conquista inglese risentiva delle influenze francesi ormai radicate nella cultura popolare.
Una delle famiglie più influenti del paese era quella dei Dubois, che aveva subito una dolorosa perdita, l'amata figlia del dirigente della banca locale. Infatti Isis, questo era il nome della ragazza, era conosciuta da tutti per la sua gentilezza ed eleganza ma anche per una sua fobia che la portava, come si diceva in paese, a muoversi solo col cavallo di San Francesco, avendo una terribile paura dei cavalli.
La fanciulla era stata trovata da una schiava riversa in una pozzanghera d'acqua torbida, l'unico segno di violenza era il foro di un pugnale dietro la schiena. La famiglia non si era data mai pace, voleva assolutamente scoprire chi fosse stato ad aver fatto questo!
Il presidente della banca, monsieur Zénon, voleva trovare il colpevole al più presto ed era animato da un rancore irrefrenabile. Si credeva che fosse stato uno del villaggio a uccidere la giovane e il maggior sospettato era il cacciatore Fersiz. Qualcuno affermava che tale nomignolo venisse dalla lingua di origine di quello strano personaggio e che volesse dire mani di pasta frolla, perché almeno una volta al giorno il fucile gli cadeva di mano. Attorno al cacciatore, anche se vivace e aperto, girava una nube di mistero, non si conosceva il suo vero nome e da dove provenisse, qualcuno sosteneva venisse dall'entroterra cinese; pettegolezzi, come la maggior parte delle cose che si raccontavano lì.
Essendo un uomo con molte frecce al proprio arco, Zénon, ci mise poco a convincere i giudici ad accusare lo straniero del delitto, anche se non vi era prova alcuna che il sospetto del padre della ragazza fosse fondato, cosicché il nostro cacciatore finì per essere impiccato.

Sette anni passarono dalla tragedia e il tempo era riuscito ad alleviare il dolore per la perdita, la vita della famiglia stava riprendendo lentamente i ritmi di una volta.
Il padre della defunta era solito fare delle cene con le persone più autorevoli dei dintorni, e in quella sera, Venerdì 13, era presente uno degli ospiti a cui il banchiere teneva di più, anche se questo era Inglese, cosa che Zénon non gradiva molto, ma che doveva accettare per non far cadere la propria banca in fallimento. Sir Nicholas, così si chiamava il ben accetto ospite, era di solito accompagnato da una cerchia di persone al suo servizio. Tra questi vi erano due personaggi molto importanti per il proseguo della storia e per poter capire l'intrigo di quella misteriosa morte citata sopra; Julie e Jackson, coppia sposata, alquanto felice, e di origine inglese. La loro unione era avvenuta non per interessi economici, ma per semplice attrazione, anche se la situazione era poi cambiata. Tra gli invitati era presente anche il giudice, Laurence, che aveva condannato Fersiz.
Gli ospiti si erano riuniti nel salone dei ricevimenti, addobbato in un modo così festoso e curato che avrebbe fatto invidia a qualsiasi personaggio della regione. Ma il clima creatosi non era quello voluto dall'ospite, gli sfortunati invitati sentivano la presenza di un convitato di pietra.
Si stava servendo la cena, quando ad un tratto si udì il gracchiare di un corvo, nessuno ci avrebbe fatto caso in un altro contesto, ma era Venerdì 13 e sappiamo tutti che già allora gli americani erano superstiziosi. Il corvo volò via e il chiacchiericcio ritornò fitto, ma fu nuovamente interrotto da una voce rauca che disse:”Eheheheh, Famiglia Dubois, avete fatto i conti senza l'oste. Speravate forse di passarla liscia dopo aver condannato una persona innocente? Stasera i veri colpevoli saranno smascherati e la verità verrà a gala! Pagherete all'Inferno quello che mi avete fatto soffrire, mi avete tolto la vita per veder placati i vostri animi! Ma ora avete scatenato la mia ira e finché non ci sarà giustizia, voi non uscirete di qui! Che gli innocenti lascino questa casa e raccontino l'accaduto agli altri del villaggio e che tutti tornino SOLO la mattina a controllare!. I presenti si avviarono di corsa alle porte, ma esse si chiudevano appena provavano a passarci il banchiere, il giudice e la coppia di servitori di Sir Nicholas; infine rimasero solo loro quattro dentro la casa. Non sappiamo cosa sia successo dentro la dimora dei Dubois, ma la sera le porte della residenza non si aprirono neanche con l'aiuto di travi che gli abitanti del paese avevano portato dopo le suppliche della moglie di Zénon. La mattina dopo il portone della casa maledetta fu trovato aperto e non furono rinvenuti i corpi delle persone rimaste rinchiuse all’interno della casa, ma fu ritrovato solo un foglio appoggiato alla mensola del camino:
Felice di rivedervi miei cari compaesani! Vi chiedo scusa dell'accaduto, ma persone così malvagie, corrotte e arroganti non potevano vivere! Ora cercherò di spiegarvi i fatti…Isis aveva una relazione con Jackson e un giorno furono scoperti insieme dalla moglie. Siccome Isis non voleva far sapere a nessuno della sua relazione per l'avversione del padre verso gli inglesi; i due amanti decisero di uccidere la moglie Julie e avevano organizzato tutto per la domenica di quella settimana fatale. Ecco che si svela un retroscena importante, la moglie era l'unica a sapere dove fosse la chiave della cassaforte che conteneva l'eredità di Jackson. Cosa strana…che era successa perché la madre dell'inglese si fidava poco di quest'ultimo e quindi aveva affidato la chiave alla moglie con la raccomandazione di usarla solo in caso di vera necessità. Capiamo benissimo che Jackson non poteva uccidere la moglie e fece un patto con quest'ultima, la vita dell'amante per la chiave. La moglie mossa dalla gelosia accettò la proposta. La domenica Isis arrivò all'appuntamento senza sospettare niente e si vide venire in incontro la moglie dell'amante
a cavallo; lei spaventatissima scappò nella direzione opposta trovandosi faccia a faccia con Jackson che l'accolse a braccia aperte, solo che non appena l’uomo l’ebbe afferrata, lui le conficcò il pugnale dentro la carne tanto amata…Forse, se la sfortunata ragazza non avesse avuto paura dei cavalli e così tanta fiducia nel suo Enea, sarebbe ancora viva e io starei cacciando in quelle bellissime foreste…

Chiara Blanche Wiedeck Di Luca