Claudio

Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico fu il quarto imperatore romano (41-54) della dinastia giulio-claudia, ed il primo a nascere fuori dell'Italia, nacque infatti a Lugdunum (attuale Lione) in Gallia.
Nato col nome di Tiberio Claudio Druso e figlio di Druso maggiore e Antonia minore, era considerato dai suoi contemporanei come un candidato improbabile al ruolo di imperatore, soprattutto in considerazione di una qualche infermità da cui era affetto, tanto che la sua famiglia lo tenne lontano dalla vita pubblica fino all'età di quarantasette anni, quando tenne il consolato assieme al nipote Caligola.
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Claudio era un giovane membro della più importante famiglia di Roma e, in quanto tale, ci si aspetterebbe che avesse partecipato alla vita pubblica secondo le modalità tipiche del suo rango, ma così non fu: per tutta l'infanzia e la giovinezza venne tenuto lontano dalla vista del popolo. La ragione di ciò risiede nel fatto che Claudio era nato con dei difetti fisici in una società come quella romana che disprezzava la debolezza: i membri della sua famiglia ritenevano che il suo essere costantemente ammalato, il suo sbavare e la sua balbuzie fossero un sintomo di debolezza mentale.Persino l'assunzione della toga virilis, il segno del passaggio all'età adulta, avvenne in tono dimesso: mentre era consuetudine che, giunta l'età, ciascun ragazzo romano venisse pubblicamente accompagnato al Campidoglio dal padre o dal tutore, Claudio vi venne portato di nascosto, in lettiga, a mezzanotte e senza accompagnamento solenne. Inoltre, poiché la famiglia riteneva che la sua condizione dipendesse da una mancanza di volontà, venne tenuto sotto la tutela di un precettore ben oltre la maggiore età, come avveniva per le donne.

Il nuovo imperatore, suo zio Tiberio, non si dimostrò più disponibile nei confronti del nipote di quanto in passato lo fosse stato Augusto: quando chiese il permesso di iniziare il cursus honorum, Tiberio gli conferì gli ornamenta consularia, i simboli del rango consolare, ma quando Claudio chiese un ruolo più attivo gli venne rifiutato. Se la sua famiglia non perdeva occasione per dimostrare di non averne grande stima, il popolo romano, al contrario, pare lo tenesse in una qualche considerazione: alla morte di Augusto, infatti, l'ordine equestre lo scelse come proprio patrono, mentre il Senato romano, propose di ricostruire a spese pubbliche la sua casa distrutta da un incendio e di permettergli di partecipare alle sedute del Senato, proposte, peraltro, che Tiberio respinse.
Di fronte a questo ostracismo, Claudio abdicò a qualunque aspirazione di carriera politica e si ritirò a vita privata, dedicandosi ai suoi studi di storia.Sempre in questo periodo sposò Plauzia Urgulanilla, da cui ebbe due figli, Druso Claudio, morto in giovane età, e Claudia, che però Claudio non riconobbe, accusando Plauzia di adulterio e divorziando da lei nel 28.
Per di più, dopo aver divorziato da Urgulanilla, sposò proprio la sorella di Seiano, Elia Petina, da cui ebbe Claudia Antonia e dalla quale divorziò poi nel 31, dopo la caduta del potente pretoriano, per sposare Valeria Messalina, figlia di una sua cugina. L'ultima moglie, sua nipote Agrippina minore, era figlia del fratello Germanico e di Agrippina maggiore. Da Messalina ebbe due figli: Britannico (c. 39 - 55), che potrebbe essere stato procreato da Caligola, e Claudia Ottavia (c. 41 - 62), che sposò il proprio fratellastro, figlio di Agrippina, l'imperatore Nerone.
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Finalmente sotto Caligola, figlio di suo fratello Germanico, Claudio ottenne il consolato per due mesi come collega del nipote, ora nuovo Princeps (nel 37), pur continuando ad essere bersagliato dagli scherni e dal rischio di perdere la vita a causa delle facili ire, per non dire follia, del nipote. Subì un processo in cui era accusato di falso per aver apposto la sua firma, fu persino costretto a pagare 8.000.000 di sesterzi per l'ammissione ad un collegio sacerdotale, perdendo tutti i suoi averi. L'ironia della sorte volle che, se fino a quel momento ogni cosa si era dimostrata contraria al suo volere, una volta compiuti i cinquant'anni, egli era destinato a diventare il nuovo imperatore di Roma.
Dopo l'assassinio di Caligola del 41, infatti, i pretoriani si trovarono di fronte al problema di trovare un membro superstite della famiglia Giulio-Claudia da mettere sul trono. Molti di loro erano stati assassinati da tempo, mentre Claudio era riuscito a scampare ad ogni congiura, perché nessuno lo aveva considerato un avversario pericoloso. Claudio, invocato dal popolo fuori dalla Curia, una volta promesso un donativo di 15.000 sesterzi per ogni pretoriano che gli prestasse giuramento, ottenne il Principato con la forza delle armi, dopo averne comprato la loro fedeltà. Primo fra i Cesari.

Da allora in poi, con il nome di Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, governò l'impero per circa quattordici anni. Il nuovo Princeps era considerato uno degli uomini più eruditi.
Innamorato del passato glorioso di Roma, Claudio si propose di essere un buon governante e, sotto molti aspetti, vi riuscì. Egli seppe, infatti, scegliere validi collaboratori tra i suoi funzionari e generali, ed imporre le proprie linee politiche.
Per prima cosa rafforzò la sua posizione placando i vari partiti interni al senato, cancellando la memoria del regno di suo nipote Caligola e richiamando gli esiliati con un'amnistia generale.
Si mostrò rispettoso del Senato e dei magistrati, dimostrandosi pronto a tornare al principato di Augusto. Ricoprì, come Princeps, quattro consolati, nel 42, 43, 47 e 51, e per i suoi successi militari ricevette il titolo di Imperator per non meno di 27 volte. Soppresse i processi per tradimento in senato e si guadagnò popolarità con la concessione di spettacoli gladiatori, gare e spettacoli imponenti e con l'abolizione delle nuove tasse imposte da Caligola.

Claudio, cercando di accattivarsi le simpatie del Senato, tentò di stabilire una sincera collaborazione con quest'organo istituzionale, secondo le linee della politica di Augusto, facendo un uso frequente di Senatus consulta e difendendo la posizione sociale dei senatori, riservando loro i posti migliori. Gli restituì l'Acaia e la Macedonia, nel 44. Spartì le province acquisite durante il suo principato fra gli ordini equestre e senatorio: ed a quest'ultimo vennero assegnate la Britannia e la Licia.
Claudio nel 47-48 rivide l'intera lista senatoria, eliminando quei membri inadatti ed introducendo solo uomini che avessero maturato meriti anche in provincia, poiché voleva che il senato fosse formato dalle migliori menti dell'impero. È vero anche che la maggiore interferenza con il Senato fu la creazione di un sistema amministrativo centralizzato. Claudio fu dunque il primo imperatore ad ammettere in senato uomini provenienti da una provincia, fornendo così agli imperatori successivi una via per completare l'integrazione dei popoli che facevano parte dell'impero di Roma.

L'impero di Claudio (37-54):
Claudio, senza lasciarsi scoraggiare dal consiglio di Augusto di mantenere l'impero entro i limiti da lui stabiliti, aggiunse non meno di 5-7 nuove province: Mauritania (dal 40-41), Britannia, Licia, Panfilia (dal 43), Giudea (dal 44) e Tracia (dal 46); oltre all'annessione di nuovi territori/province danubiane, come il Regno del Norico (attorno al 50) e parti della Rezia.
Tale scelta politica fu determinata dal fatto che egli aveva ereditato da Caligola una Mauritania in rivolta ed una Britannia considerata matura per l'annessione, e dalla sua convinzione che fosse arrivato il momento di sostituire agli stati clienti un controllo diretto imperiale. La politica difensiva di Tiberio fu infatti abbandonata, tranne lungo il limes europeo di Reno e Danubio.

Morì nel 54 improvvisamente, dopo aver mangiato un piatto di funghi avvelenati. Non è difficile pensare che sia stato avvelenato da Agrippina per mano di Lucusta, anche se era ormai sicura della successione di Nerone. Essa potrebbe aver desiderato vedere il figlio sul trono mentre era ancora abbastanza giovane per seguire i suoi consigli e le sue volontà.
Morto Claudio, Agrippina e Nerone si preoccuparono di far sparire anche Britannico, figlio naturale di Claudio e aspirante al trono; questo evento testimonia l'implicazione di Agrippina nella morte dell'imperatore.

LE MOGLI DI CLAUDIO
URGULANILLA:
Plauzia Urgulanilla, in latino Plautia Urgulanilla (8 a.C. – dopo il 28), fu la prima moglie dell'imperatore romano Claudio, che salì al trono diversi anni dopo averla ripudiata per sospetto adulterio.
Figlia di Marco Plauzio Silvano, a sua volta figlio di Urgulania, una stretta amica di Livia, l'influente moglie dell'imperatore Augusto, in seguito probabilmente ai buoni uffici di Livia, sposò nel 15 un suo nipote che sarebbe anni dopo divenuto l'imperatore Claudio.
Dal matrimonio nacquero due figli: Druso Claudio, che morirà in giovanissima età, sembra perché rimasto soffocato da una pera, e Claudia, che tuttavia non venne riconosciuta da Claudio, il quale divorziò da Urgulanilla per sospetto adulterio nel 28.

PETINA:
Elia Petina fu la seconda moglie di Claudio.
Appartenente alla gens Aelia, era figlia del console Sesto Elio Catone e sorella adottiva del potente prefetto del pretorio Lucio Elio Seiano. Aveva sposato Claudio nel 28 d.C. per motivi politici, per volontà dell'imperatore Tiberio, che desiderava imparentare il suo protetto Seiano con la famiglia imperiale.
Dal matrimonio nacque una figlia, Claudia Antonia, (30-66), più tardi forse coinvolta nella congiura contro Nerone del 65, a causa della quale sembra fosse stata messa a morte, (secondo alcune versioni romanzate a causa di un suo rifiuto di sposare l'imperatore).
Claudio divorziò da Elia Petina nel 31, in seguito alla caduta di Seiano. Dopo la morte di Messalina, pensò di risposarla, ma la scelta cadde in seguito sulla nipote Agrippina Minore.

MESSALINA:
Figlia di Domizia Lepida e di Marco Valerio Messalla Barbato nasce nel 25 d.C. in una famiglia patrizia imparentata con la casa giulio-claudia. Fu la terza moglie di Claudio. Fu vittima delle rivalità e della lotta interna alla sua stessa famiglia in cui altri membri, oltre a suo figlio Britannico, potevano essere proposti come successori dell'Imperatore Claudio. E proprio per far sì che il figlio potesse un giorno divenire Imperatore, Messalina eliminò fisicamente i potenziali rivali e chiunque potesse anche solo apparentemente ostacolare i suoi piani.
Pagò non solo con la vita tutti gli intrighi e gli omicidi commessi; infatti su di lei fu applicata la "damnatio memoriae", cioè l'eliminazione del suo nome dai documenti e dai monumenti di Roma e la distruzione delle sue statue. Inoltre il figlio Britannico non fu mai Imperatore. Alla morte di Messalina, Claudio sposò Agrippina e nominò suo successore il figliastro Nerone, che - si dice - alla morte di Claudio avrebbe ordinato l'assassinio di Britannico.

AGRIPPINA:
Nel 49 Claudio fu convinto a cercare una nuova moglie, e Agrippina, appoggiata dal potente liberto Pallante, fu una delle candidate, ed alla fine, con la sua ipnotica bellezza, il prestigio dei natali, il carisma della personalità, riuscì a farsi preferire dal Principe, nonostante lo scandalo costituito dall'esserne la nipote (a cui si pose prontamente rimedio con una legge che regolarizzava questo genere di nozze).
Agrippina divenne sempre più potente e popolare, e riuscì a far sposare il figlio Nerone con Claudia Ottavia, figlia di Claudio e Messalina, nonché a convincere Claudio a designare erede al trono non il figlio Britannico, avuto da Messalina, ma Nerone stesso.
Passarono alcuni anni e l'anziano Claudio si ammalò senza rimedio. Avvicinandosi alla morte egli si pentì di aver posposto il figlio naturale, Britannico, a quello adottivo, Nerone. Questo suo ripensamento ingenerò dissidi con Agrippina. Poiché la morte intervenne in tale contesto, molte voci si levarono contro di lei.

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